
Tra le prime colonie elleniche della Sicilia, Messina, l'antica Zancle,
ovvero "falce" per la singolare forma del suo porto, fu fondata dai coloni
provenienti da Cuma e da Calcide, intorno al 756 a.C. La sua vicenda storica
sarà, da allora, sempre connessa all'importanza economico-strategica del
sito: conquistata e riconquistata da Sicelioti e Cartaginesi, sarà poi
la prima colonia romana in Sicilia e raggiungerà una posizione di grande
rilievo, tanto da essere definita da Cicerone "civitas maxima et locupletissima".
Protometropoli con i Bizantini, ricca ed opulenta con i Normanni, importante
porto militare angioino: tale periodo di splendore durerà parecchi secoli,
durante i quali all'importanza politica ed al grande sviluppo urbanistico-monumentale
farà da contraltare lo splendore della cultura, così che vi fioriranno
letterati ed umanisti, pensatori ed artisti, su cui spicca il nome di
Antonello. Poi gli Spagnoli, la pestilenza del 1743, il terribile terremoto
del 1783 e del 1908 (che distrusse il 90% dell'abitato) ed i bombardamenti
alleati del 1943, ne ridimensionarono il ruolo. Ma è sbagliato pensare
a Messina solamente come ad una città completamente nuova e lontana dai
circuiti culturali. Ricostruita la città, i messinesi hanno saputo recuperare
anche una cospicua parte del patrimonio storico, monumentale ed artistico,
restituendole il ruolo che compete alla città di Antonello. Devastata
nel sisma del 1783 e rasa al suolo in quello del 1908, Messina racchiude
due città in una. Dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco all'Ottocento,
nove secoli di storia dell'arte mostrano ancora, i loro sontuosi resti.
Monumenti che mantengono la struttura originaria o ricostruiti in quelle
forme, brani architettonici ed elementi decorativi riadattati in edifici
successivi ci portano alla Messina nobile, ricca e potente dei secoli
passati. Ricostruita tra il 1912 e gli anni Trenta secondo un piano urbanistico
omogeneo, la nuova Messina propone un'immagine sobria ed elegante, caratterizzata
ad un tempo dall'esuberanza di originali decorazioni. Incontriamo, così,
palazzetti signorili di linea eclettica, forme goticheggianti e neorinascimentali,
neobarocche e neoclassiche, liberamente contaminate da motivi liberty
e moreschi, edifici classicheggianti, in puro stile razionalista: un itinerario
generalmente ignorato, ma di affascinante varietà e di grande interesse.
Il decoro urbano di Messina venne arricchito di numerosi e fastosi complessi
scultorei che servivano anche per rifornire d'acqua la popolazione. Sorti
a partire dal XVI secolo, di raffinata simbologia e squisita fattura,
furono spesso opera di prestigiosi artisti. Perduti, danneggiati, rimontati,
quelli che rimangono testimoniano uno dei maggiori vanti della città.